Storia - Tiro a segno Nazionale sez. di Susa

Vai ai contenuti

 
Storia e curiosità
 

 
Il tiro a segno a Susa è un'antica istituzione che già esisteva prima del 1600.
 
Nell’archivio comunale fu trovata tempo fa la “Sovrana Concessione” con la quale il Duca Carlo Emanuele autorizzava in data 19 settembre 1604 il tiro a segno.
 
I tiratori allora chiamati archibugieri, si allenavano tirando al pappagallo  (una sorta di gioco) e chi riusciva a vincere diventava il Re degli archibugieri e cioè il loro capo.
 
Il Re degli archibugieri durante il suo mandato era esente da ogni imposta personale e usufruiva di molti altri benefici di carattere militare.
 
La località per l’esercizio del tiro a segno era il luogo  dei fossali (l’attuale corso Unione Sovietica).
Per il tiro con l’archibugio la Città di Susa pagava al Re 25 scudi per le spese da sostenere. I premi per il gioco del tiro, si legge in un verbale del 3 ottobre 1749, risultavano di L. 60 al primo, L. 45 al secondo, L. 30 al terzo, L. 22 e soldi 10 al quarto, L. 15 al quinto, L. 12 al sesto, L. 10 al settimo e L. 5 all’ottavo.
 
Il numero dei tiratori superava sempre i duecento e dagli Statuti dell’epoca si rileva che era proibita la bestemmia sotto pena di soldi cinque per cadauna volta.
 
Se il tiratore faceva difficoltà a pagare le pene incorse, gli si toglieva il cappello (nel 1700 tutti avevano il copricapo) e lo si metteva come bersaglio.
 
Gli altri tiratori sparavano 25 colpi d’archibugio ciascuno affinchè servisse ad esempio.
 
Dopo il 1700 non si hanno più notizie, riappare nei documenti dei primi anni del nostro secolo.
 
La sede attuale del poligono sita in Via Torino 17 a Susa, fu costruita nel 1930, l’attività subì un interruzione nel periodo della guerra, per poi riprendere nel 1946, purtroppo non si hanno molte notizie se non grazie ad alcuni documenti gentilmente concessi dai familiari del Presidente Nemesio Pelissero (socio del TSN dal 1946) il quale nel 1979 ne assunse la Presidenza fino all’anno 2000;   e grazie al Presidente Pelissero  che  con grande impegno e dedizione rinasce il Poligono. Intorno ai primi anni 80 viene allestito lo Stand Indoor  a 10mt. dedicato alle armi ad aria compressa, e successivamente ripristinato lo Stand a fuoco 25 mt.,  nel 1992 con il contributo dell'UITS e del Ministero della Difesa iniziò la costruzione di un Stand 50 metri con 5 linee per carabina a fuoco, che purtroppo andò distrutto con la disastrosa alluvione che colpì la città di Susa nell'anno 2000.
Attualmente per motivi di ristrutturazione è chiuso lo Stand 10mt dedicato all'aria compressa.
Torna ai contenuti